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Non capita spesso di sentir parlare di Schizofrenia oggi, riconoscere questa psicosi è importante perché molto frequente. Negli ultimi tempi l’argomento è stato trattato, velocemente, anche in alcune trasmissioni. Cerchiamo di conoscere un po’ meglio questa patologia.

Casualmente qualche sera fa mi trovo ad ascoltare una parte della puntata del Grande Fratello. Mi colpiscono le parole di Kabir Bedi, il famoso attore che interpretò il ruolo di “Sandokan”. In pochi minuti racconta una tragica storia da lui vissuta: il suicidio del figlio, schizofrenico.

La storia di Kabir Bedi

L’attore, visibilmente commosso, racconta di aver perso il figlio quando aveva solo venticinque anni. Suicidio. Un ragazzo brillante, laureato con ottimi voti in una prestigiosa Università, che improvvisamente si toglie la vita. Kabir aggiunge alla triste vicenda qualcosa che cerca di dare più informazioni sul disturbo da cui era affetto: la Schizofrenia.

“Il grande problema della Schizofrenia è che è difficile; giovani di venticinque anni, normali, normalmente intelligenti improvvisamente perdono la lucidità. E, quando succede, non accettano di avere un problema”.

La trasmissione prosegue con l’attore che lancia un messaggio di speranza, aggiungendo che oggi i farmaci sono più efficaci e certe cose possono essere evitate. Alcune vite possono essere salvate. Sì, se ce ne accorgiamo. Vediamo quindi come riconoscere la schizofrenia e le psicosi.

Cosa sono le psicosi

La Schizofrenia è sempre poco trattata tra gli argomenti di cui si parla, probabilmente perchè quando si dice “schizofrenico” si pensa a qualcuno davvero “pazzo”. Correggiamoci, parliamo di psicosi. Le psicosi sono una delle aree in cui la metodica psicologica tradizionale divide i vari disturbi. Per dirla con parole semplici è l’area dei disturbi più gravi in cui ritroviamo il Disturbo Schizofreniforme, il Disturbo Schizoaffettivo, il Disturbo Delirante, quello Psicotico breve e il Disturbo Paranoide di Personalità. E tra le psicosi troviamo la Schizofrenia.

Cosa succede nelle Psicosi? Potrei parlarvi in termini tecnici e dire che sono frequenti Depersonalizzazione e Derealizzazione ma non vi aiuterei a riconoscere uno psicotico. Lo psicotico è colui che perde il contatto con la realtà, non riesce più a portare avanti i suoi impegni e tende ad isolarsi. Può arrivare a non riconoscere la propria identità e quella degli altri. Vive una forte angoscia che scinde la realtà. Queste persone tendono infatti a separare gli aspetti negativi e quelli positivi dalla realtà che di conseguenza non è mai integrata.

Cosa significa? Potreste trovarvi davanti un soggetto che divide le persone in gruppi di buoni e cattivi, belli e brutti, che vede il mondo in bianco o in nero. La loro realtà non ha sfumature. Tutto ciò per cercare di proteggersi ed evitare il conflitto tra i vari aspetti di sé stesso. Inoltre può capitare di notare in queste persone atteggiamenti decisamente fuori dal contesto, come ridere ad un funerale.

Schizofrenia: riconoscere la psicosi

Linguaggio disorganizzato, stato confusionale, delirante e allucinante sono alcuni dei sintomi della malattia. Si manifestano inoltre comportamenti privi di logica, il settore socio-lavorativo è gravemente compromesso e l’affettività appiattita, verso una chiusura eccessiva.

Anche il linguaggio difettivo è una delle caratteristiche centrali del disturbo. La mancanza di logica, il deragliamento delle frasi, la povertà dell’eloquio e l’illogicità dei discorsi, la creazione di nuovi termini sono evidenti segni della Schizofrenia. Spesso sono presenti deliri bizzarri o allucinazioni: il soggetto spesso è afflitto da una voce che tormenta i suoi comportamenti o i suoi pensieri ma anche di due o più voci che parlano fra loro.

Sono tre i tipi di schizofrenia:

  • paranoide: delirio a contenuto persecutorio, frequenti allucinazioni uditive;
  • disorganizzato: eloquio e comportamento disorganizzati, affettività inadeguata;
  • catatonico: ecolalia, ecoprassia, negativismo estremo spesso espresso con la resistenza ad ogni stimolo e comando, postura rigida, atteggiamento tendente al mutismo. Può comparire un arresto motorio (catalessia, stupor) oppure movimento continuo con posizioni inadeguate o bizzarre o movimenti stereotipati, smorfie particolari.

Schizofrenia e suicidio

Questo è ciò che vive uno schizofrenico. Immaginate cosa vuol dire vivere una vita così. Spesso, purtroppo, questi soggetti vedono come unica soluzione ai loro problemi il suicidio. Gli individui con disturbo schizofrenico rappresentano oltre 1 decesso per suicidio su 10, tendono ad essere più giovani e più poveri, da un punto di vista clinico sono più gravi e hanno più contatti con le strutture di salute mentale in prossimità della morte.

In casi così gravi è fondamentale l’utilizzo di una terapia farmacologica da affiancare al percorso psicoterapeutico di tipo supportivo, coinvolgendo anche la famiglia.

L’età più critica nel rapporto tra schizofrenia e suicidio sembra essere quella della fascia tra i 25 e i 34 anni. Il figlio di Kabir Bedi rientrava in questa fascia, così come purtroppo molti altri. Bisogna quindi porre maggiore attenzione alla prevenzione del rischio suicidario nei pazienti schizofrenici giovani.

Un pensiero

Con questo articolo ho cercato di accendere un faro sulle psicosi, sono sempre troppo “spaventose” agli occhi di tutti. Comprenderle e riconoscerle, invece che stigmatizzarle e lasciare coloro che ne soffrono abbandonati a loro stessi, potrebbe salvare alcune vite.


Per approfondire

Istituto A.T. Beck – Terapia cognitivo-comportamentale
Manuale MSD


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