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Negli ultimi vent’anni Internet ha cambiato molte delle nostre abitudini, tra cui la ricerca di informazioni. Ma come leggiamo le pagine online che guardiamo ogni giorno? Come avviene la lettura dei testi online? Sono diversi gli studi che si sono occupati dell’argomento, vediamone alcuni per poter poi fare delle riflessioni.

Lo studio di Norman e Nielsen 

Il primo studio che voglio presentarvi è quello del gruppo di Nielsen e Norman (link in inglese) su come le persone leggono online. Questo gruppo di studiosi americani, ha effettuato una ricerca lunga tredici anni con più di 500 partecipanti utilizzando la metodologia dell’eye-tracking. Essa è una tecnologia in grado di monitorare, registrare e analizzare i movimenti oculari di una persona. Nielsen e Norman hanno analizzato circa 750 ore di eye-tracking di diverse persone davanti ad una pagina Internet. L’osservazione si è concentrata in particolare sulle fissazioni (in cui lo sguardo resta fisso su un elemento per alcuni secondi) e sulle ripetizioni dello sguardo nella lettura dei testi online.

Confrontando i primi studi con quelli più recenti, gli studiosi hanno notato che i partecipanti di nazioni diverse (USA, Europa; Cina e Arabia) utilizzavano modalità di lettura molto simili. Negli ultimi studi sono stati introdotti i motori di ricerca con le loro caratteristiche e l’utilizzo di tabelle comparative e citazioni. Questi ultimi elementi, caratterizzati da un mix di immagini e testo, hanno portato a sviluppare due nuove modalità di sguardo nella lettura dei testi online.

Il primo tipo di sguardo è il “modello tagliaerba” chiamato così proprio perché lo sguardo segue le stesse direzioni di un tagliaerba su un prato. Il secondo è definito “schema del flipper”: gli utenti analizzano le informazioni rimbalzando da un elemento all’altro. Da questi studi emerge che le caratteristiche dei motori di ricerca, sono in grado di indicare la direzione della lettura agli utenti ma anche di dirigerne l’attenzione.

Le citazioni e i contenuti generati dagli utenti, tendono invece ad interrompere la lettura che viene poi abbandonata o semplicemente “scrollata”. Norman e Nielsen affermano quindi che la modalità principale di lettura dei testi online, sia quella di analizzare velocemente i contenuti  prestando più attenzione alla parte iniziale del testo (le fissazioni sono più lunghe). Sono pochi coloro che leggono l’intera pagina, solo quelli che cercano una precisa informazione e hanno un’elevata motivazione.

Le differenze tra cultura cartacea e digitale

Patricia A. Alexander e Lauren M. Singer, ricercatrici dell’Università del Maryland, hanno da sempre studiato le modalità di comprensione di un testo. Il loro ultimo studio ha coinvolto un campione di studenti del college. Le ricercatrici hanno confrontato la loro comprensione di testi con lo stesso livello di difficoltà ma su due supporti diversi: uno cartaceo e uno digitale. Le domande sulla comprensione riguardavano la ricerca dei punti chiave e del messaggio principale del testo. La parte successiva delle  domande era invece più analitica e infine i ragazzi dovevano esprimere un giudizio sulla propria performance.

I risultati dello studio hanno evidenziato differenze importanti tra i due gruppi di lettura. La maggior parte degli studenti preferiva il supporto digitale pensando anche di aver compreso meglio il testo online rispetto al cartaceo. A livello superficiale in effetti la comprensione sembrava essere uguale per i due gruppi. Indagando meglio però, i risultati del test hanno rovesciato le aspettative degli studenti: la comprensione profonda mostrava differenze importanti. Il gruppo che aveva letto il testo cartaceo aveva compreso meglio le domande specifiche.

Successivamente le due ricercatrici hanno notato però che le differenze dipendevano dalla velocità di scorrimento durante la lettura dei testi online. Questa caratteristica ha confermato l’abitudine degli studenti ad utilizzare il dispositivo in modo molto dinamico e focalizzato su pochi elementi.

La tecnologia nella dislessia

La tecnologia nelle sue varie forme è molto utilizzata nei bambini con dislessia. La collaborazione tra la Fondazione Bruno Kessler e il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento ha mostrato l’efficacia di un nuovo strumento tecnologico nella comprensione di un testo da parte di bambini dislessici.

“Gary” è un dispositivo che permette la lettura ad alta voce del testo e, insieme ad un eye-tracker, individua se il lettore osserva le parole evidenziate che seguono nella lettura. L’ipotesi dell’aumento della comprensione della lettura nei bambini con dislessia è stata dimostrata. Rispetto ad uno strumento di sintesi vocale, infatti, con “Gary” c’è stato un miglioramento del 24% in media dei punteggi di comprensione del testo.

Per saperne di più: Dislessia, tecnologia assiste i bambini nella lettura dei testi

Conclusioni 

La lettura dei testi online mostra cambiamenti nelle modalità di selezione degli argomenti di cui tener conto. Sembra che la comprensione dei testi sia meno profonda a causa della velocità e dell’analisi più distratta delle informazioni. Le informazioni necessarie vengono recepite ma bisogna aumentare la capacità di attenzione selettiva e la concentrazione.

Un importante dato inoltre riguarda i risvolti emotivi. Ogni parola letta attiva moltissimi circuiti neuronali, coinvolgendo oltre alle sfere del linguaggio anche la cognizione e la visione, ma anche l’area motoria e affettiva.  Proprio questo insieme di attivazioni ci permette, ad esempio, di immedesimarci nel protagonista di storie frutto di fantasia e sviluppare anche la nostra. Questi aspetti devono necessariamente integrarsi nella lettura dei testi online per poterli così adottare anche nei contesti educativi.

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